Continua a tenere banco il caso Premafin, alle prese con un’operazione di salvataggio, che passa per la dismissione della partecipazione della famiglia Ligresti nel capitale della holding. Direttamente, i tre fratelli hanno una quota complessiva di oltre il 30% del capitale, ma controllano anche le casseforti Sinergia-Imco, che hanno una partecipazione del 20% in Premafin, così come non è chiaro chi ci sia dietro ai due fondi con sede nei paradisi fiscali, che hanno una quota del 20% nella società, tramite una numerosa serie di controllate e che forse fanno riferimento sempre ai Ligresti.
Qualche ora fa si è appreso che la francese Credit Agricole ha azzerato la sua quota del 2,59% nella holding, dopo che già a novembre l’aveva ridotta dal precedente 9,054%. Tuttavia, tale partecipazione era detenuta a titolo fiduciario e il sospetto è che dietro vi fosse ancora una volta la famiglia Ligresti.
Intanto, proseguono le trattative per il riassetto della società e della controllata Fondiaria Sai. Unipol sarebbe a un passo dalla rilevazione della partecipazione dei fratelli, che preluderebbe alla possibilità per Premafin di partecipare pro-quota alla ricapitalizzazione di FonSai.
Tuttavia, nemmeno il fondo italiano di investimento Clessidra sarebbe un’opzione già da escludere. Il gestore Carlo Sposito sarebbe disposto a sottoscrivere almeno 200 milioni dei 400 milioni previsti per l’aumento di capitale in Premafin e poi inietterebbe liquidità anche alla controllata.
E per tutelare i crediti delle banche nei confronti delle casseforti indebitatissime dei Ligresti, Sinergia-Imco, si paventa l’ipotesi di affidare la gestione dei loro immobili e debiti relativi a una società ad hoc, per poi valorizzare tali asset, con possibili utili a beneficio dei creditori.
Sullo sfondo resta la necessità di partecipare alla ricapitalizzazione di FonSai, il cui valore esatto sarà determinato dal cda del prossimo 27 gennaio, ma che sappiamo già essere compreso tra 660 e 750 milioni di euro. Per non scendere sotto quota 30%, Premafin dovrebbe partecipare con almeno 200 milioni di capitali freschi.
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