Dopo un anno di trattative, ieri è stato annunciato l’accordo tra gli i soci italiani riuniti in Delmi e i francesi di Edf, tutti azionisti di controllo di Edison. In base all’intesa raggiunta ieri sera, Edf acquisirà da Delmi, controllata da A2A, il 50% di Transalpina di Energia (Tde), che a sua volta controlla il 61,3% di Edison, a un prezzo di 0,84 euro per azione.
Edf ha evidenziato come l’accordo potrà essere concretizzato, a patto che la Consob non le chieda di effettuare un’Opa obbligatoria a un prezzo superiore agli 84 centesimi previsti per Delmi.
Allo stesso tempo, Delmi avrà il 100% delle azioni di Edipower, una società controllata da Edison, grazie al 70% delle azioni che acquisirà per il 50% dalla stessa Edison e per il 20% dagli svizzeri di Alpiq. Inoltre, i soci italiani si impegnano a garantire in favore di Edison contratti per le forniture energetiche per Edipower per un periodo di almeno sei anni e a prezzi di mercato, a soddisfazione di almeno il 50% del fabbisogno della società.
Gli italiani spenderanno in tutto 800 milioni, di cui 600 per acquisire la quota Edison in Edipower e altri 200 milioni per quella di Alpiq. Al contempo, essi riceveranno dai francesi 700 milioni, quindi, al netto dovranno sborsare cento milioni.
Grazie all’operazione, Edison diventerà francese per l’81,7% (ma è possibile che Parigi possa crescere di un altro 10%, se Carlo Tassara dovesse vendere la sua partecipazione. E l’indebitamento dovrebbe essere ridotto di 1,1 miliardi.
Delmi, invece, si appresterebbe nel medio termine a costituire la seconda società energetica in Italia, grazie alla fusione possibile con Edipower. Quest’ultima possiede nove centrali nel nostro Paese, di cui sei sono termoelettriche e tre idroelettriche.
L’accordo, sottoscritto da A2A, Delmi, Edison e Edf, dovrà essere votato dai rispettivi cda entro gennaio e entro il 15 di febbraio dovranno essere sottoscritti gli accordi, mentre il closing dovrà avvenire entro la fine di giugno.
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